sabato 15 marzo 2014

15 MARZO, FESTA NAZIONALE: IL RICORDO DELLA GUERRA D'INDIPENDENZA DEL 1848-49

Lajos Kossuth parla alla gente della grande pianura ungherese
Quest’anno, in occasione della festa nazionale che celebra la guerra d’indipendenza ungherese del 1848-49, soffermiamo la nostra attenzione sul protagonista politico di quei giorni storici, Lajos Kossuth. In particolare proponiamo stralci del discorso alla popolazione di Szeged pronunciato il 4 ottobre 1848. Szeged è solo una tappa di un percorso più ampio intrapreso da Kossuth,  una vera è propria campagna di reclutamento che porterà il politico magiaro in giro per la grande pianura ungherese (Alföld) tra fine settembre e inizio ottobre del 1848. Kossuth compie questo viaggio in veste di membro del Comitato di Difesa Nazionale (Országos Honvédelmi Bizottmány) cui verrà posto a capo quando di lì a poco (8 ottobre) l’organismo avrà funzioni di potere esecutivo. Alla base dei discorsi del politico riformista la promozione del sentimento nazionale e l’abolizione della servitù della gleba. Come è evidente dal testo proposto, l’oratoria di Kossuth è ricca di suggestione, patriottismo, trasporto emotivo.

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Avvicinandomi a Szeged iniziai a dolermi del fatto che non avessi più voce in petto: ma vedendo il popolo di Szeged ho sperimentato che non devo dolermene poiché qui non ne ho più bisogno, giacchè devo solo inchinarmi di fronte all’entusiasmo. (…)

Mikor Szegedhez közeledtem, sajnálni kezdém, hogy mellemből kifogyott a hang; de midőn Szeged népét látom, úgy látom, hogy nincs mit sajnálnom, mert itt többre nincs szükség, mint hogy a lelkesedés előtt mélyen meghajoljak.

(…)Ora che vedo il popolo di Szeged ed i raggi dell’entusiasmo nei suoi occhi, non mi attardo a scrivere alla capitale che il popolo di Szeged solennemente protesta contro ogni tipo di trattativa con i traditori. Posso scriverlo?

És most, miután Szeged népét látom, látom szemeiben a lelkesedés szikráit, nem késem megírni a fővárosba, hogy Szeged népe az árulóval való minden alkudozás ellen ünnepélyesen tiltakozik. Megírhatom-e ezt?

Sissignore, scrivo che dopo aver visto Szeged ed il suo popolo entusiasmati in migliaia dall’amore per la patria, si è rafforzata in me come una roccia la convinzione che questa patria sarà salvata anche se l’intrigo dovesse allearsi con l’inferno contro di lei.

Igenis, megírom, hogy miután Szegedet s népének ezreit a haza szerelmétől lelkesülve láttam, kőszirtté szilárdult keblemben a hit, hogy e haza, lépjen bár a pokollal szövetségre ellene az ármány, mentve lesz.

Così come Cristo ha stabilito la nazione celeste sulla terra dicendo ad uno solo dei suoi discepoli, “su questa pietra costruisco la mia chiesa” anche io allo stesso modo dico: io costruisco su Szeged e sul suo popolo entusiasta la libertà della mia nazione e le porte dell’inferno non prevarranno.

Krisztus mennyei országát megalapítandó a földön, egynek választottai közül azt mondá: e kőszálra építem én egyházamat; és én hasonlóan mondom, hogy Szegedre s ennek lelkes népére építem nemzetem szabadságát és a pokol kapui erőt nem vesznek azon.

Io considero il popolo talmente potente che se insorge e resta unito è capace di sostenere con le sue braccia forti la volta celeste che rovina scricchiolando. (…)

Oly hatalmasnak hiszem én a népet, hogy ha felkél és összetart, a ropogva összerogyó égboltozatait is képes fenntartani erős karjaival.

(…)Io giuro su Dio onnipotente, che protegge la giustizia e che punisce il traditore spergiuro, giuro fino all’ultima goccia di sangue che non permetterò che la mia patria venga derubata della sua libertà, giuro che proteggerò la nostra patria fino a quando sarò in grado di levare le braccia. Il Dio dei magiari mi aiuti e mi benedica! (…)

Én esküszöm a mindenható Istenre, ki védi az igazságot és a hitszegő árulót megbünteti, esküszöm, hogy hazánk szabadságából egy hajszálnyit utolsó csepp véremig elraboltatni nem engedek; esküszöm, hogy hazánkat védeni fogom, míg karomat felemelhetem. A magyarok Istene úgy segéljen és áldjon meg engemet!

(…) Gente di Szeged!La fratellanza ci unisce. Non esiste più né il nobile né l’ignobile: siamo figli e cittadini di una patria, siamo tutti fratelli. Dunque mantenendoci uniti come fratelli impugniamo le armi contro i traditori, teniamoci pronti a proteggere la nostra patria.(…)

Szegediek! Testvériség köt össze bennünket. Nincs nemes és nemtelen többé: egy hazának fiai, polgárai, testvérek vagyunk mindnyájan. Tehát testvérileg összetartva ragadjunk fegyvert az árulók ellen, legyünk készen hazánk oltalmára.

(…)Ma ora guardate. Non ho mai pianto e piango.

De most nézzétek - soha nem sírtam - és könnyezek.


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Anche quest’anno il governo ha organizzato un sito web ufficiale dove è possibile consultare il programma delle celebrazioni. (CLICCA QUI) Contestualmente all’alzabandiera ha luogo la consegna dei lavori di rifacimento di Kossuth Lajos tér, la piazza che circonda l’edificio del Parlamento.



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