venerdì 15 marzo 2013

15 MARZO FESTA NAZIONALE IN UNGHERIA. SI RICORDA LA GUERRA DI INDIPENDENZA DEL 1848-49



15 marzo, festa nazionale come recita l’articolo J) della Costituzione ungherese. In questa data si ricorda la guerra di indipendenza del 1848-49. Andando a ritroso negli anni ci si deve collocare nel momento storico in cui il capolavoro della restaurazione post-napoleonica inizia a scricchiolare. A farne le spese proprio il suo artefice, il principe di Metternich, rimosso da ruolo di cancelliere in seguito ai moti rivoluzionari scoppiati a Vienna, il cuore del sistema di equilibrio politico costruito all’indomani del Congresso del 1815. Una ondata rivoluzionaria che si propaga in tutta Europa e che dimostra nell’Impero d’Austria meglio che altrove come la questione nazionale metta alla luce tutte le debolezze del sistema di potere legittimista dei regnanti di allora.

Le spinte indipendentiste ungheresi non si fermano dinanzi alle promesse fatte dalla capitale asburgica di una costituzione e di un parlamento propri. L’orgoglio nazionale magiaro sotto la guida politica di Lajos Kossuth vuole ormai riappropriarsi della sua storia e del governo della sua terra. L’Impero scosso dai tumulti di Vienna del 13 marzo si mostra nell’immediato impotente a fronteggiare la domanda politica ungherese. A Budapest si capisce allora che è il momento di uscire allo scoperto in modo decisivo cercando di ottenere quanto più possibile ora che il potere centrale è distratto anche da altri fronti rivoluzionari come quello non meno destabilizzante dell’ Italia settentrionale.  
E’ in questo contesto che tre intellettuali di spicco alla guida dei giovani radicali di Pest riuniti nel Caffè Pilvax decidono il 14 marzo di scendere il giorno successivo in piazza per rendere pubblico un proclama che in 12 punti riassume le esigenze e le volontà della nazione ungherese. La mattina del 15 marzo lo scrittore e drammaturgo Mór Jókai, lo storico e filosofo Pál Vasvári e soprattutto il poeta nazionale Sándor Petőfi con le coccarde tricolore in petto raccolgono le folle di Buda e Pest nella celebre piazza dell’ Università (Egyetem Tér) dove i 12 punti vengono resi noti a tutti mentre la tipografia Landerer e Heckenast ne stampa incessantemente migliaia di copie. Nonostante la successiva reazione asburgica all’interno e all’esterno dei suoi confini e nonostante il difficile ripristino dello status quo ante, i moti ungheresi costituiscono un punto di non ritorno, una pietra miliare di quello storico compromesso che solo venti anni più tardi con la nascita dell’Impero austro-ungarico sarà una vittoria postuma della rivoluzione del 1848.

Una copia dei 12 punti stampata il 15 marzo 1848
Di seguito il testo tradotto del manifesto dei 12 punti:

COSA VUOLE LA NAZIONE UNGHERESE
Sia pace, libertà e concordia.

  1. Vogliamo la libertà di stampa e l’abolizione della censura
  2. Un governo responsabile a Buda-Pest
  3. Una seduta parlamentare annuale a Pest
  4. L’uguaglianza civile e religiosa di fronte alla legge.
  5. Un esercito nazionale
  6. La distribuzione comune del peso fiscale
  7. L’abolizione dei rapporti feudali
  8. Corti e rappresentanza sulla base dell’uguaglianza
  9. Una banca nazionale
10. I soldati giurino sulla costituzione, i soldati ungheresi non vengano portati all’estero e i soldati stranieri  vengano portati via da noi
11. Libertà per i prigionieri politici
12 .L'Unione (con la Transilvania n.d.r.)

Uguaglianza, libertà,fratellanza!

                                                        
                                                               *                *               *



Il Governo ha organizzato una fitta rete di eventi che si dispiegheranno per tutto l’arco della giornata. Si prevedono ingressi liberi in tutti i musei più importanti della città, così come nel Parlamento dove di pomeriggio nella sala della Cupola le più alte cariche dello stato conferiranno le onorificenze.
Per il programma completo della giornata consulta il sito ufficiale delle celebrazioni.

Nessun commento:

Posta un commento